Duccio Demetrio- Foliage. Vagabondare in autunno – Riflessioni

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Ho scoperto ‘Foliage. Vagabondare in autunno’ di Duccio Demetrio un pomeriggio per caso, mentre mi aggiravo in libreria alla ricerca di nuove letture. Come spesso accade, sono stata attratta dalla copertina, che raffigura un dipinto di Schiele. L’autunno è la mia stagione preferita, aver scoperto quindi un libro ad esso interamente dedicato è stata una sorpresa.
Foliage è un inno e una riflessione sui vari aspetti di questa meravigliosa stagione. Una riflessione sugli stati d’animo e sulle varie sfaccettature che l’autunno riflette con i suoi mille colori.
Fanno cornice alle parole gli splendidi dipinti tutti a tema autunnale di Monet, Mondrian, Van Gogh, Klimt, Pissarro e tanti altri ancora.
Una lettura rilassante, colta, poetica.

“L’autunno è un tempo di metamorfosi sublimi e incantamenti, di distacchi e di ritorni, di abbandoni e di rinascite. L’autunno è un’istruzione della natura che pare consolare la terra per ciò che le accadrà. Non fine, non morte senza appello: ma passaggi e transizioni nei quali è possibile intuire – oltrepassando l’inverno – i presagi della primavera, che – un altro paradosso – ha molti punti di contatto con il tempo degli addii. L’autunno è un non-tempo da amare: perché è la parentesi più propensa a insegnarci i piaceri della solitudine appagante, le beatitudini del silenzio, le euforie dell’intimita. In tali doti e doni, da accettare con gratitudine, si nascondono la sua grandezza e il suo misconosciuto carattere sapienzale.”

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2018 – My Year in Books

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Thank you, Goodreads for reminding me this has been a good year, books-wise!

Here are some of my favorite books that I had the pleasure of reading this year, in no particular order:

  • The Keeper of Lost Things, Ruth Hogan
  • The Immortalists, Chloe Benjamin
  • The Neverending Story, Michael Ende (reread it again, and I’ve lost the count!)
  • The Death of Mrs. Westaway, Ruth Ware
  • I’ll Be Gone in the Dark, Michelle McNamara
  • The Cabin at the of the World, Paul Tremblay
  • Carol, Patricia Highsmith (reread it for the second time)
  • L’Amica Geniale (#1, #2), Elena Ferrante
  • Where’d You Go, Bernadette, Maria Semple

Maria Semple – Where’d You Go, Bernadette (Audiobook) – Thoughts

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I discovered this book because of the movie that will soon be released. I decided for the audiobook because I needed new ways to distract myself during a difficult time. Well, stars aligned and so I found this beautiful story.
Bernadette Fox must one the most peculiar yet lovable characters I have ever read about. The book is very well written, and beautifully narrated.
I hung on every word, I laughed and cried, and immersed myself into this beautiful story of a daughter in search of her mother, and a mother in search of herself.
You will love walking this beautiful path, guaranteed.

“I can pinpoint that as the single happiest moment of my life, because I realized then that Mom would always have my back. It made me feel giant. I raced back down the concrete ramp, faster than I ever had before, so fast I should have fallen, but I didn’t fall, because Mom was in the world.”

Ray Bradbury – Fahrenheit 451 – Thoughts

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Fahrenheit 451 is one of those books you almost feel it’s like a mandatory read. And somehow, or maybe for that reason, it’s one of those books I have avoided for a long time. 
I have finally decided to give it a try, and I truly enjoyed it. 
The story of Guy Montag and the world he lives in, a dystopian future in which firemen start fires in order to destroy books and the houses where they are hidden, is scary and captivating. Watching Montag’s change of mind, his decision to fight the oppression, to question the impositions and the only reality he has known for a long time, is truly amazing.

“There must something in books, things we can’t imagine, to make a woman stay in a burning house; there must be something there. You don’t stay for nothing.”

Elena Ferrante – Storia del nuovo cognome (L’amica geniale, #2) – Riflessioni


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Come per il primo volume della serie L’Amica Geniale, anche il secondo è volato via in un soffio, in una lettura appassionata. 
La narrazione prosegue il resoconto delle vite di Elena e Lila, seguendo i sentieri diversi delle due amiche, sempre più vicine, sempre più lontane.
Come per il primo volume, trovare parole per descrivere questo racconto diventa difficile, sento già che ne sminuisco la bellezza al solo accennarne. La serie L’Amica Geniale va letto, punto. Non bisogna affidarsi a nessuna recensione, ad alcuna riflessione fatta da altri.
Vi ritroverete nuovamente immersi nel mondo di Elena e Lila, persi nelle loro storie, nei loro dolori, incomprensioni, dubbi, gioie.
Ho ancora due libri da “affrontare”, e vorrei che fossero molti di più.

[Lila]“stava reagendo spiegandomi di fatto che non avevo vinto niente, che al mondo non c’era alcunché da vincere, che la sua vita era piena di avventure diverse e scriteriate proprio quanto la mia, e che il tempo semplicemente scivolava via senza alcun senso, ed era bello solo vedersi ogni tanto per sentire il suono folle del cervello dell’una echeggiare dentro il suono folle del cervello dell’altra.”

Shirley Jackson -The Lottery and Other Stories – Thoughts

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It’s quite difficult to put down some thoughts about this collection of stories by Shirley Jackson.
I love her writing. I’ve enjoyed The Haunting of Hill House and We Have Always Live in the Castle immensely, so I was really intrigued by the prospect of reading a series of short stories.
It’s difficult to review such a unique variety of stories, all very different, all very subtle. The horror is hidden in the details, in those uncomfortable situations, in those scenarios that cause perturbation. It is hidden in the theme of racism as well, and in the way society treats women. It’s not horror pure and simple.
The last story, The Lottery, is indeed smartly put as the last of the collection, and it leaves you with a sense of unfinished shock.
Jackson is inimitable, a true genius.

“Somewhere between here and there was her bottle of codeine pills, upstairs on the floor of the ladies’ room she had left a slip of paper headed “Extraction”; seven floors below, oblivious of the people who stepped sharply along the sidewalk, not noticing their occasional curious glances, her had in Jim’s and her hair down on her shoulders, she ran barefoot through hot sand”. (The Tooth)

“She knew there was someone inside the other apartment, because she was sure she could hear low voices and sometimes laughter. She came back many times, every day for the first week. She came on her way to work, in the mornings, in the evenings, on her way to dinner alone, but no matter how often or how firmly she knocked, no one ever came to the door. (The Daemon Lover).

Elena Ferrante – L’amica geniale (L’amica geniale, #1) -Riflessioni

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☆☆☆☆☆

Non penso esistano parole sufficientemente adatte a descrivere la bellezza di questo primo libro della serie ‘L’amica geniale’.
Questo è uno di quei libri che ti entra nel cuore all’improvviso e ti coinvolge fin nel profondo.
La storia dell’amicizia tra Elena e Lila si dipana in una matassa creata con maestria, e con una delicatezza e sensibilità che lasciano senza fiato.
Ho letto le ultime 200 pagine quasi trattenendo il respiro, e sono convinta che gli altri tre libri della storia di Elena e Lila mi lasceranno altrettanto affascinata.

“Qualsiasi cosa succeda, tu continua a studiare”. 
“Altri due anni: poi prendo la licenza e ho finito”. 
“No, non finire mai: te li do io i soldi, devi studiare sempre.” 
Feci un risolino nervoso, poi dissi:
“Grazie, ma a un certo punto le scuole finiscono”. 
“Non per te: tu sei la mia amica geniale, devi diventare la più brava di tutti, maschi e femmine.”